Nel 1946 Lucia Franzin nasce a Cessalto in provincia di Treviso. Nel 1960, come tante famiglie venete, è costretta ad emigrare; giunge perciò a Lonate Ceppino dove inizia a lavorare presso un laboratorio calzaturiero e a frequentare l’ambiente della parrocchia.
Cresce in lei, con l’aiuto spirituale di valide guide, la vocazione alla vita religiosa.
Il 24 ottobre del 1961 all'età di 15 anni entra in una casa di Formazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea e, con la prima Professione, cambia il proprio nome in Raffaella.
Nel 1967 prende i voti religiosi e subito viene destinata a Milano presso l’Istituto San Giuseppe come maestra d’asilo. Dopo due anni viene mandata a Zurigo nella “Casa d'Italia“ ad assistere i figli degli emigrati italiani.
Nel 1970 viene destinata a Garbagnate come insegnante alle scuole materne per poi partire, il 15 gennaio 1972, per la missione in Tanzania a Dar Es Salaam sempre come insegnante a bambini figli di Italiani.
Nel luglio 1973 ritorna in Italia per la sua Consacrazione totale a Dio (voti perpetui ), mentre a settembre dello stesso anno riparte per il Kenya dove le Suore “d’Ivrea“ contano le prime presenze.
A Rakwaro le viene assegnato il compito di curare l’apostolato in parrocchia, aiutando il padre missionario nella catechesi e nelle funzioni religiose in 45 villaggi.
Segue l’apostolato per 10 anni fino a quando nel 1983 incomincia una nuova missione nella Comunità di Macalder, dove è stata edificata l’opera della "Babyhome" per i bambini orfani di genitori malati di AIDS.
Nel 1986 ritorna in Tanzania a Dodoma-Veyula dove le viene affidato il compito di formare le giovani aspiranti suore. Successivamente viene nominata superiora della Comunità e in seguito consigliere provinciale ed economa provinciale.
Nell’agosto 1998 le viene proposto di diventare superiora provinciale prendendosi cura delle Province Africane in modo particolare Kenya, Tanzania e Libia. Con tanti dubbi ma con la fiducia nel buon Dio accetta e continua a coordinare il lavoro della Provincia per parecchi anni.

Nella seconda metà del 2014 viene inviata a Namanga in mezzo alle tribù dei Masai. Vi resta fino all'agosto del 2017 quando le viene chiesto di andare a Nairobi in una casa di accoglienza, per svolgere anche il lavoro in una parrocchia e in una bidonville di circa 5.000 persone.

Nel 2019, su invito pressante della madre superiora, cambia completamente le sua missione. Il 19 settembre arriva a Gerusalemme dove dovrebbe restare per almeno 4 anni. Anche se abituata a vivere molto tempo nel continente africano e nonostante l'età, suor Raffaella è consapevole che «sarà quel che Dio vorrà» e aggiunge: «Nel fare la sua volontà mi sono sempre trovata bene e in pace». A Gerusalemme dà un aiuto alla scuola materna che ospita 150 bambini, a maggioranza musulmani. Le Suore d'Ivrea lavorano lì da 100 anni e a febbraio hanno appena festeggiato alla presenza della superiora generale e del patriarca di Gerusalemme.

Nel 2021 suor Raffaella ricorderà i suoi 55 anni di consacrazione religiosa perpetua.